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Liquid3: gli alberi liquidi che combattono l’inquinamento nelle città dove non c’è spazio per il verde

Liquid3: la startup che ha creato gli alberi liquidi per assorbire CO₂ e produrre ossigeno nelle città

Le città di tutto il mondo stanno affrontando una sfida sempre più urgente: ridurre l’inquinamento atmosferico e migliorare la qualità dell’aria, spesso in contesti dove lo spazio disponibile per piantare nuovi alberi è praticamente inesistente.

Da questa esigenza nasce Liquid3, un progetto innovativo sviluppato in Serbia che propone una soluzione completamente diversa da quelle tradizionali: utilizzare microalghe racchiuse all’interno di un bioreattore urbano, capace di assorbire anidride carbonica e produrre ossigeno 24 ore su 24.

Questa tecnologia è stata ribattezzata dai media come “albero liquido”, ma in realtà rappresenta molto di più. È un esempio concreto di come la ricerca scientifica, la biotecnologia e la sostenibilità possano collaborare per migliorare la vita nelle città del futuro.


Quando gli alberi non bastano

Le aree urbane sono tra i principali responsabili delle emissioni di gas serra.

Traffico.

Industria.

Riscaldamento.

Consumo energetico.

Ogni giorno milioni di tonnellate di anidride carbonica vengono rilasciate nell’atmosfera.

La risposta più immediata sembrerebbe semplice: piantare più alberi.

Ma nelle grandi città questa soluzione incontra numerosi limiti.

Molti quartieri storici non dispongono di aree verdi sufficienti.

Le infrastrutture sotterranee impediscono nuove piantumazioni.

Le strade sono già completamente urbanizzate.

Inoltre un albero necessita di molti anni prima di raggiungere la piena capacità di assorbimento della CO₂.

Proprio per affrontare queste criticità nasce Liquid3.


Cos’è Liquid3

Liquid3 è un fotobioreattore urbano progettato per ospitare particolari specie di microalghe.

A differenza delle piante tradizionali, queste alghe possiedono una straordinaria capacità fotosintetica.

Durante il processo di fotosintesi:

  • assorbono anidride carbonica;
  • rilasciano ossigeno;
  • utilizzano la luce come fonte energetica;
  • contribuiscono a migliorare la qualità dell’aria.

Il tutto avviene all’interno di una struttura trasparente completamente controllata.


Perché vengono chiamati “alberi liquidi”

Il termine “albero liquido” è una definizione giornalistica.

In realtà non esiste alcun tronco.

Non ci sono foglie.

Non ci sono radici.

L’intero sistema è costituito da:

  • un serbatoio trasparente;
  • acqua;
  • microalghe;
  • sistema di illuminazione;
  • pompe di circolazione;
  • elettronica di controllo.

L’effetto finale è quello di un elemento urbano capace di svolgere parte delle funzioni ambientali normalmente associate agli alberi.


Il ruolo delle microalghe

Le vere protagoniste del progetto sono loro.

Le microalghe sono tra gli organismi fotosintetici più efficienti presenti sul pianeta.

Da miliardi di anni contribuiscono alla produzione di ossigeno terrestre.

Secondo numerosi studi scientifici, una parte significativa dell’ossigeno che respiriamo deriva proprio dagli organismi fotosintetici marini.

Liquid3 sfrutta questo principio naturale adattandolo all’ambiente urbano.

Le alghe vengono mantenute in condizioni ottimali, permettendo loro di lavorare continuamente.


Come funziona il sistema

Il funzionamento è relativamente semplice dal punto di vista concettuale, ma estremamente sofisticato dal punto di vista tecnologico.

Il bioreattore contiene:

  • acqua;
  • coltura di microalghe;
  • nutrienti;
  • sistemi di controllo.

Durante il giorno le alghe effettuano la fotosintesi.

Assorbono CO₂.

Producono ossigeno.

La crescita della biomassa viene costantemente monitorata.

Quando necessario il sistema viene sottoposto a manutenzione per mantenere elevate le prestazioni.


liquid3-albero-liquido

Molto più di un semplice arredo urbano

Uno degli aspetti più interessanti riguarda il design.

Liquid3 non nasce esclusivamente come dispositivo ambientale.

Diventa anche un elemento di arredo urbano.

Molte installazioni comprendono:

  • illuminazione LED;
  • panchina integrata;
  • pannelli informativi;
  • alimentazione sostenibile.

In questo modo il progetto migliora contemporaneamente:

  • qualità dell’aria;
  • vivibilità;
  • sicurezza urbana;
  • estetica degli spazi pubblici.

Perché questa tecnologia interessa le smart city

Negli ultimi anni il concetto di Smart City è cambiato profondamente.

Non significa soltanto digitalizzazione.

Significa creare città:

  • più sostenibili;
  • più resilienti;
  • più salubri;
  • più efficienti dal punto di vista energetico.

Liquid3 si inserisce perfettamente in questa visione.

Può essere installato in:

  • piazze;
  • fermate degli autobus;
  • scuole;
  • università;
  • ospedali;
  • aree industriali;
  • parcheggi;
  • centri commerciali.

Ovunque sia necessario migliorare la qualità dell’aria senza occupare grandi superfici.


Un progetto nato dalla ricerca

Uno degli elementi che rende Liquid3 particolarmente interessante è la sua origine.

Non nasce come semplice startup tecnologica.

Nasce dall’incontro tra ricerca scientifica, biologia, ingegneria ambientale e sostenibilità.

Questo dimostra come l’innovazione europea continui a produrre soluzioni concrete per affrontare alcune delle sfide più importanti del nostro tempo, dal cambiamento climatico all’inquinamento urbano.

Gli alberi liquidi possono davvero sostituire quelli tradizionali?

Una delle domande più frequenti quando si parla di Liquid3 è se questa tecnologia possa realmente sostituire un albero.

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La risposta è semplice: no.

Gli stessi ricercatori sottolineano che il progetto non nasce per rimpiazzare il patrimonio arboreo, ma per integrarlo nelle situazioni in cui piantare alberi è impossibile o estremamente difficile.

Un albero offre infatti numerosi benefici che vanno ben oltre l’assorbimento della CO₂:

  • crea ombra;
  • abbassa la temperatura urbana;
  • ospita biodiversità;
  • migliora il paesaggio;
  • riduce l’inquinamento acustico;
  • favorisce il benessere psicologico.

Liquid3, invece, punta soprattutto sulla purificazione dell’aria e sulla capacità delle microalghe di svolgere rapidamente il processo di fotosintesi in ambienti altamente urbanizzati.


Perché le microalghe sono così efficienti?

Le microalghe rappresentano uno degli organismi fotosintetici più antichi del pianeta.

Da miliardi di anni contribuiscono all’equilibrio dell’atmosfera terrestre.

Ciò che le rende particolarmente interessanti è la loro capacità di:

  • crescere molto rapidamente;
  • adattarsi a differenti condizioni ambientali;
  • assorbire grandi quantità di anidride carbonica;
  • produrre elevate quantità di ossigeno.

A differenza di un albero appena piantato, una coltura di microalghe può raggiungere rapidamente la piena efficienza.

È proprio questa caratteristica ad aver attirato l’interesse della comunità scientifica.


Un elemento urbano multifunzionale

Uno degli aspetti più innovativi di Liquid3 riguarda il concetto di arredo urbano intelligente.

Il bioreattore non è solamente un impianto biologico.

Può diventare un vero punto di riferimento per cittadini e turisti.

Tra le funzioni che possono essere integrate troviamo:

Panchina urbana

Le installazioni possono offrire un’area di sosta ai cittadini.

Illuminazione LED

Durante la sera il sistema contribuisce anche all’illuminazione dello spazio pubblico.

Informazione ambientale

Display digitali possono mostrare:

  • qualità dell’aria;
  • temperatura;
  • livello di CO₂;
  • informazioni sul progetto;
  • dati educativi.

In questo modo il dispositivo diventa anche uno strumento di sensibilizzazione ambientale.


Un laboratorio a cielo aperto

Liquid3 potrebbe rappresentare un’importante risorsa anche per scuole e università.

Gli studenti potrebbero osservare direttamente:

  • il funzionamento della fotosintesi;
  • la crescita delle microalghe;
  • il ciclo del carbonio;
  • i principi della sostenibilità.

Un semplice elemento urbano diventerebbe così anche uno spazio educativo permanente.


Le applicazioni nelle città del futuro

Le amministrazioni locali sono sempre più chiamate a raggiungere obiettivi climatici ambiziosi.

Ridurre le emissioni.

Migliorare la qualità dell’aria.

Aumentare il verde urbano.

Non sempre però esistono spazi sufficienti.

Liquid3 offre una soluzione interessante soprattutto in aree come:

  • stazioni ferroviarie;
  • fermate autobus;
  • piazze storiche;
  • centri cittadini;
  • zone industriali;
  • aeroporti;
  • porti;
  • parcheggi multipiano.

Luoghi nei quali piantare alberi risulta spesso impossibile.


Smart City e cambiamento climatico

Negli ultimi anni il concetto di Smart City si è evoluto.

Non riguarda più soltanto:

  • sensori;
  • telecamere;
  • connessione internet.

Oggi una città intelligente deve anche essere:

  • sostenibile;
  • resiliente;
  • efficiente dal punto di vista energetico;
  • attenta alla salute dei cittadini.

Liquid3 si inserisce perfettamente in questa trasformazione.

Ogni installazione può diventare parte di una rete urbana monitorata digitalmente.

I dati raccolti possono essere utilizzati per:

  • monitorare l’inquinamento;
  • valutare l’efficacia delle politiche ambientali;
  • pianificare nuovi interventi.

Una startup che parla il linguaggio dell’economia circolare

Un altro elemento distintivo è la forte attenzione all’economia circolare.

Le microalghe non rappresentano soltanto uno strumento di depurazione dell’aria.

La biomassa prodotta può infatti trovare applicazione in diversi settori.

Tra questi:

  • ricerca;
  • biotecnologie;
  • bioenergia;
  • fertilizzanti;
  • cosmetica;
  • alimentazione animale.

Questo rende il progetto ancora più interessante dal punto di vista economico.


L’Europa investe sempre di più nella Green Tech

Negli ultimi anni l’Unione Europea ha aumentato in maniera significativa gli investimenti destinati alle tecnologie verdi.

Programmi come:

  • Horizon Europe;
  • LIFE;
  • EIC Accelerator;
  • Green Deal;

stanno sostenendo startup capaci di sviluppare soluzioni concrete contro il cambiamento climatico.

Liquid3 rappresenta uno dei migliori esempi di come la ricerca possa trasformarsi in innovazione applicata.


Quali sono le sfide ancora aperte?

Come ogni nuova tecnologia, anche Liquid3 dovrà affrontare diverse sfide.

Tra le principali troviamo:

Costi

Le installazioni devono risultare economicamente sostenibili per le amministrazioni pubbliche.

Manutenzione

Le colture di microalghe richiedono monitoraggio costante.

Scalabilità

La tecnologia dovrà dimostrare di poter essere installata su larga scala.

Accettazione pubblica

I cittadini dovranno comprendere il funzionamento del sistema e percepirne i benefici.


Un’opportunità anche per le imprese

Liquid3 potrebbe trovare spazio anche nel settore privato.

Immaginiamo:

  • grandi aziende;
  • centri commerciali;
  • campus universitari;
  • hotel;
  • ospedali;
  • poli industriali.

Ogni realtà potrebbe installare questi sistemi come parte della propria strategia ESG e di responsabilità sociale d’impresa.


Perché STARTHINKMAGAZINE segue con attenzione startup come Liquid3

L’innovazione non riguarda soltanto software, intelligenza artificiale e robotica.

Sempre più spesso nasce dall’incontro tra:

  • scienza;
  • sostenibilità;
  • ricerca;
  • ingegneria;
  • economia circolare.

Liquid3 dimostra come una startup possa affrontare un problema globale con una soluzione concreta, capace di migliorare la qualità della vita nelle città e contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico.

Per questo motivo rappresenta una realtà perfettamente in linea con la missione di STARTHINKMAGAZINE: raccontare le idee che possono cambiare il futuro.

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