
Un robottino in servizio all’ospedale di Varese. Alto poco più di un bambino di 7 anni, occhi grandi e rassicuranti e un monitor a froma di cuore, Sanbot Elf è stato prelevato dal Mudec, dove riposava in attesa dell’apertura della mostra “Robot – The human project”, ed “arruolato” per aiutare, insieme ad altri cinque “colleghi”, i medici in prima linea contro il Covid-19 all’ospedale di Circolo e Fondazione Macchi della Asst Sette Laghi di Varese.
Posizionati nelle camere dei pazienti, i piccoli aiutanti cibernetici permettono il monitoraggio a distanza delle condizioni dei ricoverati: le telecamere di cui sono dotati, infatti, mostrano costantemente al personale sanitario la situazione dei pazienti su monitor collegati, permettendo così a medici e infermieri di massimizzare le attività di monitoraggio e assitenza.
Inoltre, i robottini consentono al personale sanitario di parlare a distanza al paziente, che può rispondere attraverso messaggi vocali.
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“Alla mostra abbiamo cercato di focalizzarci non tanto sull’evoluzione dei robot umanoidi come oggetti, ma sullo sviluppo della collaborazione tra esseri umani e robot – commenta Alberto Mazzoni, responsabile scientifico del Laboratorio di Neuroingegneria computazionale dell’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e co-curatore dell’esposizione posticipata a causa del coronavirus – questo ne è un esempio perfetto».
Barbara Tangari