Moda e Lusso

Swemax, il biosensore che analizza il metabolismo attraverso il sudore

Quanta acqua ti serve, quanti sali devi reintegrare, quali sono i momenti di massimo e di minimo sforzo? Per migliorare le prestazioni sportive e monitorare il proprio stato nel corso degli allenamenti, nasce Swemax, il biosensore indossabile in grado di “leggere” il sudore.

Come funziona

Sviluppato dalla startup di Parma Biometrica, Swemax è un dispositivo elettronico collegato a un cerotto che cattura microscopiche gocce di sudore. L’oggetto, leggero e poco più grande di un accendino, si posiziona a contatto con la pelle, all’interno di tasche cucite sulle magliette e sulle canotte tecniche, proprie o facenti parte del kit. Non appena avviato, il biosensore raccoglie e invia dati su uno spazio in cloud dove gli stessi vengono elaborati dall’Intelligenza Artificiale di Swemax, che impara in questo modo a “conoscere” il corpo della persona che indossa il sensore. Partendo dalle informazioni racolte, l’IA formula un’analisi predittiva che segnala in anticipo un crampo o un malessere dovuti a cali di liquidi o sali minerali. Le stesse informazioni vengono inviate allo smartphone, attraverso una app dedicata, così che l’atleta o il coach possano fare un check delle prestazioni e capire se sussistano delle criticità o se si rendano necessarie delle correzioni nel programma di allenamento.

Sport ma non solo

Sebbene Swemax sia nato come supporto agli allenamenti nel settore sportivo, i suoi sviluppatori stanno già pensando a nuovi ed ulteriori utilizzi:

“Considerando che il sudore è direttamente correlato col sangue – dice Matteo Beccatelli, co-fondatore e Cto di Biometrica – lo step successivo del dispositivo, per cui abbiamo già fatto dei prototipi di laboratorio e siamo già in fase di certificazione, è sicuramente l’ambito biomedicale. Questo perché nel sudore ci sono biomolecole che si trovano anche nel sangue, in particolare parliamo di acido lattico e glucosio. Quindi parliamo di stati infiammatori per cui è utile l’analisi dell’acido lattico o relativi al diabete, per cui l’analisi del glucosio è fondamentale. Abbiamo appena presentato un progetto relativo all’invecchiamento, quindi con biomarker che indicano lo stadio di invecchiamento in persone anziane. Un altro progetto, condotto insieme ad Advantage, riguarda poi il coronavirus, visto che il nostro dispositivo se opportunamente reso selettivo, può individuare anche la presenza di questo patogeno nel sudore”.

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